La protezione dal calore nei cantieri diventa un compito comune
Le ondate di calore rappresentano sempre più una sfida importante per l'industria edile in Svizzera. Se prima le singole giornate calde erano un'eccezione, ora sono una caratteristica permanente dell'estate. Questo ha conseguenze dirette sulla salute dei dipendenti e sulla produttività dei cantieri. Michael Walz, Responsabile QUS della Federazione Svizzera dei Capomastri (SBV), sottolinea: "Quando il sole è cocente, non serve lamentarsi, ma solo prepararsi" Ma la protezione dal caldo significa molto di più che zone d'ombra e punti d'acqua.
La Svizzera è topograficamente diversa, dai cantieri in centro città alle località alpine e ai progetti infrastrutturali su larga scala. Le misure standardizzate sono quindi insufficienti. Mentre in alcuni comuni è possibile anticipare l’orario di lavoro, altri progetti si affidano a sistemi di ombreggiamento mobili o a regole di pausa personalizzate. Il fattore decisivo è l’armonizzazione con la regione, l’ambiente e il tipo di progetto.
Responsabilità condivisa del cliente
Walz sottolinea che non è solo compito delle imprese edili fornire protezione dal calore. Anche i proprietari degli edifici e gli autori dei progetti possono implementare misure efficaci attraverso una pianificazione e una gara d’appalto lungimiranti. Così facendo, si assumono la responsabilità della sicurezza sul lavoro e prevengono le discussioni sui costi aggiuntivi. “Affrontare la questione in una fase iniziale crea chiarezza e impegno per tutti i soggetti coinvolti”, afferma Walz.
Cooperazione a tutti i livelli
Uno stretto coordinamento tra la direzione del cantiere, i capisquadra e i dipendenti è un fattore chiave. Sebbene i datori di lavoro abbiano il dovere legale di garantire la salute e la sicurezza, anche i dipendenti hanno un ruolo da svolgere. Devono utilizzare attivamente le misure di protezione, cercare zone d’ombra e utilizzare gli ausili messi a disposizione. L’Ordinanza sulla prevenzione degli infortuni (VUV, art. 11) obbliga tutte le parti a mettere in atto queste misure.
Quadro giuridico e sfide
I datori di lavoro sono già obbligati per legge ad attuare misure di protezione. Le linee guida della Suva e dell’SBV forniscono supporto. Tuttavia, esistono problemi strutturali. Se il ritmo di lavoro viene modificato a causa di un’ondata di calore, si verificano ritardi che non sempre sono coperti dai contratti di lavoro. Le disposizioni della norma SIA 118, che prevedono una proroga delle scadenze in caso di interruzioni dovute alle condizioni atmosferiche, vengono spesso disattese. Di conseguenza, i rischi finiscono per ricadere sulle imprese di costruzione e sui loro dipendenti. Una pratica che l’SBC critica chiaramente.
Tavola rotonda invia segnali
Per sviluppare soluzioni praticabili, l’SBC ha unito le forze con i sindacati, i rappresentanti dei clienti come KBOB, SBB, Astra e IPB, nonché le autorità e Suva nella “Tavola rotonda sul calore”. A metà maggio 2025, è stata presa una decisione consultiva per inserire la protezione dal calore nell’Ordinanza sui cantieri edili (BauAV), nelle raccomandazioni di KBOB e IPB e nello standard contrattuale SIA 118. Ciò significa che i proprietari di edifici e le parti sociali si impegnano a prendere in considerazione la protezione della salute su base vincolante. Ora spetta ai politici inviare un segnale chiaro nella stessa direzione.
La protezione dal calore nei cantieri non è una questione che riguarda solo il capo; richiede la responsabilità condivisa di tutti i soggetti coinvolti, dal committente, alle imprese, ai capocantiere e ai dipendenti. Solo se tutti si uniscono, è possibile gestire in modo efficace i crescenti rischi posti dall’aumento delle temperature. In tempi di cambiamento climatico, la protezione dal calore sta diventando una parte integrante della cultura edilizia moderna e un fattore decisivo per la sicurezza sul lavoro e per condizioni quadro eque.