Il conflitto verte sulla questione di quanto la città debba intervenire nel mercato immobiliare. L’iniziativa popolare chiede che, entro due anni dall’approvazione, le basi giuridiche vengano adeguate in modo tale che almeno un terzo della superficie abitativa di nuova costruzione ogni anno nel territorio comunale venga affittata in modo permanente secondo il principio dell’affitto basato sui costi. Il Consiglio comunale ritiene che questo modello sia troppo ambizioso e fa riferimento ai limitati margini di manovra giuridici relativi ai terreni privati.
La situazione di partenza è tesa. Per Coira, l’Ufficio federale di statistica prevede per il 2026 un tasso di sfitto dello 0,4%. Nel suo messaggio, il Consiglio comunale riconosce espressamente la necessità di intervenire, ma non intende frenare l’attività edilizia con ulteriori vincoli per gli investitori privati.
Due vie, un unico obiettivo
L’iniziativa popolare sancisce nella Costituzione comunale la tutela, il mantenimento e l’aumento della quota di alloggi a prezzi accessibili. Inoltre, il numero di alloggi affittati in modo permanente a canone di locazione basato sui costi dovrebbe aumentare costantemente. La controproposta persegue lo stesso principio, ma sposta l’attenzione su aree e strumenti che la città può controllare direttamente. Secondo il messaggio, l’assegnazione di diritti di superficie su lotti comunali, insieme al proprio portafoglio immobiliare, costituisce il punto di partenza centrale.
Il Consiglio comunale raccomanda di respingere l’iniziativa e le oppone una controproposta. Secondo il messaggio, quest’ultima prevede una quota inferiore rispetto a quella dell’iniziativa e rinuncia espressamente a restrizioni per gli investitori privati. La votazione si tradurrà quindi, per i promotori immobiliari, le cooperative e i proprietari, in una scelta di orientamento tra un intervento normativo più ampio e una soluzione più incentrata sulla politica fondiaria.
Cosa sarà determinante per i progetti
Per la pratica immobiliare è rilevante soprattutto l’attuazione. Se Coira si affiderà maggiormente ai propri terreni e ai diritti di superficie, le partnership con promotori immobiliari senza scopo di lucro assumeranno un ruolo centrale. Già in passato, secondo quanto dichiarato dalla città stessa, sono stati ceduti terreni in diritto di superficie a 25 promotori immobiliari senza scopo di lucro, sui quali sono stati realizzati 428 appartamenti. Ciò dimostra che il patrimonio fondiario comunale di Coira riveste un ruolo importante non solo in termini di politica abitativa, ma anche come strumento di sviluppo.
Il progetto acquista ulteriore rilevanza grazie al calendario previsto. La votazione è fissata per il 29 novembre 2026. Se la decisione dovesse essere a favore dell’iniziativa, la città dovrebbe apportare gli adeguamenti normativi entro due anni. Se invece la decisione fosse a favore della controproposta, la definizione concreta delle modalità di incentivazione sui terreni comunali rappresenterebbe la prossima prova per la politica abitativa di Coira.
