Illuminazione: un guasto è il momento peggiore per prendere una decisione di investimento

Per le misure di efficienza energetica, la Confederazione stanzia ogni anno fino a 70 milioni di franchi: nel 2025 ne è stato utilizzato solo poco più di un terzo. Il motivo raramente è la mancanza di interesse. Il fatto è che la maggior parte dei proprietari e dei gestori interviene sull’impianto di illuminazione solo quando questo smette di funzionare. A quel punto, però, il diritto agli incentivi è già decaduto.

Settembre 2026

L’illuminazione non figura quasi mai nei piani di investimento. Funziona nella maggior parte dei casi, non dà adito a reclami e quindi passa inosservata – finché non si guasta la prima lampada nella tromba delle scale, poi la successiva nel parcheggio. Ciò che ne consegue è una spesa non prevista sotto pressione. Ed è proprio questa sequenza di eventi a costare denaro che in realtà è già disponibile.

Il fondo di finanziamento non è il problema
Nel 2025 il programma federale ProKilowatt ha sostenuto 63 progetti e tre programmi con un totale di 26 milioni di franchi – solo poco più di un terzo dei 70 milioni di franchi disponibili ogni anno. Le possibilità di successo sono elevate: fino all’85 per cento delle domande ammissibili ottiene un finanziamento, assegnato in base al rapporto costo-efficacia. Chi richiede un contributo modesto a fronte di un risparmio elevato è avvantaggiato. Gli interventi di risanamento dell’illuminazione con un elevato numero di ore di funzionamento, ad esempio nei parcheggi sotterranei o nelle aree commerciali, ottengono regolarmente buoni risultati.

L’ordine di presentazione è fondamentale
I fondi di sostegno sono disponibili solo per progetti non ancora realizzati: l’assegnazione dell’appalto e l’ordinazione dei materiali possono avvenire solo dopo la decisione di aggiudicazione. Chi ordina prima e poi presenta la domanda perde completamente il diritto al finanziamento: è in gioco fino al 30% dei costi di investimento.

Chi aspetta, perde su tre fronti
In caso di guasto non si riceve alcun finanziamento. Se l’impianto si guasta, è necessario effettuare immediatamente l’ordine. A quel punto non è più possibile rispettare la sequenza «domanda prima dell’ordine». La ristrutturazione pianificata si trasforma in un adeguamento parziale sotto pressione, senza contributo.

Chi inizia senza un piano, paga due volte. Nulla osta a una ristrutturazione per fasi, purché sia pianificata. In caso di guasto, però, è il difetto a determinare quale parte va sistemata per prima e cosa è disponibile in quel momento. Il risultato si inserisce solo per caso nel progetto complessivo successivo: o si dovrà sostituire nuovamente l’impianto, oppure si otterrà un impianto misto con illuminazione non uniforme e due generazioni di pezzi di ricambio. Si dovranno sostenere una seconda volta i costi per ponteggi, montaggio e interruzione dell’attività – e la parte già convertita non potrà beneficiare del contributo.

Chi rinova troppo tardi, rinova in misura minore a parità di spesa. Il vecchio impianto dovrà comunque essere sostituito. Oggi gli incentivi ne coprono una parte, fintanto che la ristrutturazione non si ammortizza da sola. Quando i LED diventeranno lo standard, l’investimento si ripagherà prima o poi anche senza sovvenzioni – e gli incentivi verranno meno. Chi aspetta fino ad allora, paga interamente di tasca propria la sostituzione e può permettersi solo la semplice sostituzione delle lampade, non l’intero impianto con il sistema di controllo.

Perché proprio l’illuminazione è interessata
Dal 2023 non sarà più consentito importare in Svizzera lampade fluorescenti compatte, né lampade fluorescenti T5 e T8. Gli impianti esistenti potranno continuare a funzionare, ma il rifornimento di ricambi diventerà più difficile. Molte comunità di proprietari fanno affidamento sulle scorte disponibili, rimandando così la decisione a un momento che non possono controllare. Anche voi?

Quando una ristrutturazione non conviene
In caso di poche ore di funzionamento, di una ristrutturazione totale pianificata o di un impianto recente, una ristrutturazione spesso non è redditizia nemmeno con gli incentivi. Una valutazione seria deve poter giungere a questa conclusione. La differenza è che in tal caso si tratta di una decisione consapevole, non di una scelta dettata dalle scorte di magazzino del fornitore.

Conclusione
Il fondo di finanziamento è ben fornito, le possibilità di aggiudicazione sono elevate, basta solo che la tempistica sia quella giusta. Chi conosce il proprio parco macchine prima che si verifichi un guasto, decide autonomamente in merito a tempistica, entità dell’intervento e sovvenzioni. Chi aspetta, lascia questa decisione al caso.

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