Berna dà il via alla prossima fase della controversia sugli affitti

Il Consiglio federale respinge l’iniziativa sugli affitti e punta su una controproposta indiretta che prevede un canone di affitto di riferimento statistico e un adeguamento all’inflazione. Per il mercato degli alloggi in affitto ciò rappresenterebbe ben più di una semplice correzione. Si tratterebbe di una possibile riorganizzazione del sistema, con esiti incerti per gli affitti, i rendimenti e gli investimenti.
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Berna dà il via alla prossima fase della controversia sugli affitti

La proposta di Berna è sul tavolo dal 25 settembre 2026 e mette in discussione due pilastri fondamentali dell’attuale diritto di locazione. In futuro, nella valutazione dei canoni di locazione abusivi, un canone di locazione comparativo statistico avrà un ruolo centrale; inoltre, i canoni di locazione dovranno essere adeguati all’inflazione anziché al tasso d’interesse di riferimento. A tal fine, il Dipartimento dell’economia avvierà una consultazione nel primo semestre del 2027, affinché il Consiglio federale possa presentare il messaggio al Parlamento entro la fine del 2027.

In questo modo l’attenzione si sposta dalla logica finora orientata ai costi. Secondo il Consiglio federale, inquilini e locatori dovrebbero poter verificare in modo più rapido e semplice se un canone di locazione è abusivo. Il Governo federale rifiuta espressamente di introdurre un controllo automatico e regolare dei canoni di locazione da parte delle autorità, come richiesto dall’iniziativa. Motiva il rifiuto dell’iniziativa, tra l’altro, con l’elevato onere di esecuzione e con i rischi per gli investimenti nell’edilizia residenziale.

Orientamento al mercato anziché modello di controllo
La controproposta indiretta è quindi controversa perché non si limita ad adeguare singoli parametri. In caso di cambio di alloggio, l’affitto di riferimento statistico si baserebbe maggiormente sul livello degli affitti usuale nella località. Allo stesso tempo, il previsto aggancio all’inflazione sostituisce, almeno in parte, l’attuale forte legatura al tasso di interesse di riferimento ipotecario. Per i proprietari, i promotori immobiliari e gli investitori istituzionali, ciò rappresenterebbe un segnale verso una maggiore prevedibilità. Per gli inquilini, invece, cresce la preoccupazione che i livelli di affitto esistenti possano essere più facilmente rivisti al rialzo.

Forte opposizione da sinistra
L’Associazione degli inquilini e i rappresentanti del PS interpretano infatti la proposta come un primo passo verso un affitto di mercato. L’associazione parla di un aggravamento della crisi degli affitti e si mobilita con un appello contro i piani del Consiglio federale. Il progetto è politicamente delicato anche perché l’iniziativa sugli affitti è stata formalmente approvata solo il 13 agosto 2026. All’epoca, la Cancelleria federale confermò 108’437 firme valide.

La decisione arriverà solo più avanti
Resta ancora da vedere se la controproposta comporterà effettivamente un cambiamento radicale del sistema. La linea di massima è stata decisa, ma non ancora la struttura normativa. È proprio qui che risiede il punto cruciale per il settore immobiliare. Solo con le norme di dettaglio si vedrà quanto peso verrà attribuito agli affitti di riferimento, come funzionerà concretamente l’indicizzazione all’inflazione e se la protezione promessa contro gli affitti abusivi risulterà alla fine più solida o più permeabile.